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La storia del Natale

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Di Giovanni Raimondo

Il Natale è una festa che commemora la nascita di Nostro Signore Gesù Cristo. E la festa che ogni cristiano aspetta con gioia poichè  si pone al centro Gesù stesso, cosa che in realtà  bisognerebbe farla ogni giorno. Dopo questa breve introduzione, scopriremo  attraverso testimonianze e documenti, la storia del Natale. Tradizione riguardo il Natale si hanno dal II d.C. e uno dei primi a testimoniare l’antica tradizione riguardo la concezione  di Gesù è Clemente Alessandrino(150-215): “Non si contentano di sapere in che anno è nato il Signore ma con curiosità troppo spinta vanno a cercare anche il giorno”( Stromate I,21,146). Il testo rileva un’antica tradizione, risalente ai seguaci dello gnostico Basilide, che festeggiavano il battesimo di Gesù il 6 o 10 gennaio. Poi Clemente Alessandrino ci riporta un’altra notizia: “C’è poi chi, con più minuziosa pedanteria, cerca di assegnare alla nascita del Salvatore non solo l’anno, ma il giorno: e sarebbe il 25 del mese di Pachon [ossia il 20 maggio] del ventottesimo anno di Augusto» (Stromati, I,21,145.6). Origine di Alessandria(185-254 d.C.) lamentandosi  con chi cercava di individuare una data per la nascita di Gesù dichiarava: “nelle Scritture sono i peccatori, e non i santi, che celebrano la loro nascita”. Infatti solo dal II e III secolo d.C. i cristiani si iniziano ad interessare alla data di nascita di Gesù seppur con una certa diffidenza. La più antica documentazione che attesta il 25 dicembre come data di nascita di Gesù è quella di Ippolito di Roma morto nel 235 d.C. da martire, che nel suo Commentario su Daniele  IV,23,3 del 203 d.C. dice: “La prima venuta di nostro Signore, quella nella carne, nella quale egli nacque a Betlemme, ebbe luogo otto giorni prima delle calende di Gennaio, di mercoledì, nel quarantaduesimo anno del regno di Augusto”. Questo documento secondo molti storici ha delle interpolazioni, quindi il dibattito rimane aperto. Nel 243 d.C. si ha l’opera dell’anonimo autore del “De Pascha computus” in cui fa nascere Gesù il 28 marzo  per il semplice motivo che in quel giorno, quarto della creazione, Dio creò il sole. Nel 336 d.C., viene scritta la “Depositio Maryum”( Calendario filocaliano) primo tentativo di calendario liturgico in cui si afferma che la festa del Natale si festeggia il 25 dicembre. La stessa notizia  si riscontra nel Cronografo dell’anno 354 d.C., un almanacco illustrato composto per un ricco cristiano in cui figurano due liste di anniversari per la vita ecclesiale, una che elenca i vescovi di Roma non martiri e l’altra che ricorda i martiri di cui si faceva memoria nella Chiesa romana, indicandone data di morte e luogo di sepoltura. In questa seconda lista si legge: “VIII Kal. Ian. (Die Octavo ante Kalendas Ianuarias) natus Christus in Betleem Iudeae”

ovvero:

“Nell’ottavo giorno prima delle Calende di Gennaio è nato Cristo in Betlemme di Giudea”.

Visto che nell’uso latino si contavano il primo e l’ultimo elemento di una serie, l’ottavo giorno prima del 1° gennaio era proprio il 25 dicembre. Altra conferma ci viene dal discorso di Papa Liberio (352-366 d.C.) che tenne in S. Pietro nel 353 d.C. Nel 460 d.C., nonostante l’editto di Tessalonica del 390 d.C. in cui si proibiva il culto pagano, i pagani non si convertirono al Cristianesimo, e  il papa S. Leone Magno che diffondeva la festa del Natale , scrisse sconsolato: “È così tanto stimata questa religione del Sole che alcuni cristiani, prima di entrare nella Basilica di San Pietro in Vaticano, dopo aver salito la scalinata, si volgono verso il Sole e piegando la testa si inchinano in onore dell’astro fulgente. Siamo angosciati e ci addoloriamo molto per questo fatto che viene ripetuto per mentalità pagana. I cristiani devono astenersi da ogni apparenza di ossequio a questo culto degli dei.”(Papa Leone I,7° sermone di Natale 460- XXVII-4)

Che cosa dicono i Vangeli a riguardo??

Come abbiamo detto prima i cristiani iniziano a interessarsi della data di nascita di Gesù solo dal II e III  secolo d.C, infatti solo due degli evangelisti cioè Matteo e Luca ci parlano della nascita di Gesù. L’anno in cui è nato è stato calcolato attraverso i dati forniteci dal Vangelo ed è stato accertato che Gesù nacque tra il 7- 6 a.C, sotto il governatore Quirinio, prima del 6 a.C. Faremo lo stesso percorso per calcolare la nascita di Gesù attraverso i dati che il Vangelo ci fornisce. Partiamo dal Vangelo di Matteo:

“Ecco come è nato Gesù Cristo. Maria, sua madre, era fidanzata con Giuseppe; essi non vivevano ancora assieme, ma lo Spirito Santo agì in Maria ed ella si trovò incinta. Ormai Giuseppe stava per sposarla. Egli voleva fare ciò che era giusto, ma non voleva denunciarla di fronte a tutti. Allora decise di rompere il fidanzamento, senza dir niente a nessuno. Ci stava ancora pensando, quando una notte in sogno gli apparve un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, discendente di Davide, non devi aver paura di sposare Maria, la tua fidanzata: il bambino che lei aspetta è opera dello Spirito Santo. Maria partorirà un figlio e tu gli metterai nome Gesù, perché egli salverà il suo popolo da tutti i peccati». E così si avverò quello che il Signore aveva detto per mezzo del profeta Isaia:

Ecco, la vergine sarà incinta partorirà un figlio ed egli sarà chiamato Emmanuele. Questo nome significa: «Dio è con noi». Quando Giuseppe si svegliò, fece come l’angelo di Dio gli aveva ordinato e prese Maria in casa sua. E senza che avessero avuto fin’allora rapporti matrimoniali, Maria partorì il bambino e Giuseppe gli mise nome Gesù. Gesù nacque a Betlemme, una città nella regione della Giudea, al tempo del re Erode. Dopo la sua nascita, arrivarono a Gerusalemme alcuni uomini sapienti che venivano dall’oriente e domandarono: «Dove si trova quel bambino, nato da poco, il re dei giudei? In oriente abbiamo visto apparire la sua stella e siamo venuti qui per onorarlo». Queste parole misero in agitazione tutti gli abitanti di Gerusalemme, e specialmente il re Erode. Il quale appena lo seppe, radunò tutti i capi dei sacerdoti e i maestri della legge e domandò: «In quale luogo deve nascere il Messia?». Essi risposero: «A Betlemme, nella regione della Giudea, perché nella Bibbia è scritto: Tu Betlemme, del paese di Giudea, non sei certo la meno importante tra le città della Giudea, perché da te uscirà un capo che guiderà il mio popolo, Israele». Allora il re Erode chiamò in segreto quei sapienti venuti da lontano e si fece dire, con esattezza, quando era apparsa la stella. Poi li mandò a Betlemme dicendo: «Andate e cercate con ogni cura il bambino. Quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, così anch’io andrò a onorarlo». Ricevute queste istruzioni da parte del re, essi partirono. In viaggio, apparve ancora a quei sapienti la stella che avevano visto in oriente, ed essi furono pieni di grandissima gioia. La stella si muoveva davanti a loro fino a quando non arrivò sopra la casa dove si trovava il bambino: là si fermò. Essi entrarono in quella casa e videro il bambino e sua madre, Maria. Si inginocchiarono e adorarono il bambino. Poi aprirono i bagagli e gli offrirono regali: oro, incenso e mirra. Matteo  ha una narrazione molto più breve rispetto a quella di Luca e introduce alcuni episodi assenti in Luca: la visita dei magi, la fuga della sacra famiglia in Egitto e il suo ritorno, e la strage dei bambini di Betlemme. Non accenna però Non accenna però: all’annunciazione angelica, al concepimento e alla nascita di Giovanni Battista, all’annunciazione angelica a Maria, alla permanenza di Maria presso Zaccaria e Elisabetta, alle vicende dei pastori al momento della nascita di Gesù, agli incontri di Gesù bambino al tempio con  i vecchi Simeone e Anna, elementi che ritroveremo in Luca.

Dal Vangelo di Luca:

Al tempo di Erode, re della Giudea, c’era un sacerdote chiamato Zaccaria, della classe di Abìa, e aveva in moglie una discendente di Aronne chiamata Elisabetta. Erano giusti davanti a Dio, osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore. Ma non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni. Mentre Zaccaria officiava davanti al Signore nel turno della sua classe, secondo l’usanza del servizio sacerdotale, gli toccò in sorte di entrare nel tempio per fare l’offerta dell’incenso. Tutta l’assemblea del popolo pregava fuori nell’ora dell’incenso. Allora gli apparve un angelo del Signore, ritto alla destra dell’altare dell’incenso. Quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore. Ma l’angelo gli disse: «Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, che chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza e molti si rallegreranno della sua nascita, poiché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà pieno di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio. Gli camminerà innanzi con lo spirito e la forza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto». Zaccaria disse all’angelo: «Come posso conoscere questo? Io sono vecchio e mia moglie è avanzata negli anni». L’angelo gli rispose: «Io sono Gabriele che sto al cospetto di Dio e sono stato mandato a portarti questo lieto annunzio. Ed ecco, sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, le quali si adempiranno a loro tempo».Intanto il popolo stava in attesa di Zaccaria, e si meravigliava per il suo indugiare nel tempio. Quando poi uscì e non poteva parlare loro, capirono che nel tempio aveva avuto una visione. Faceva loro dei cenni e restava muto. Compiuti i giorni del suo servizio, tornò a casa. Dopo quei giorni Elisabetta, sua moglie, concepì e si tenne nascosta per cinque mesi e diceva: «Ecco che cosa ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui si è degnato di togliere la mia vergogna tra gli uomini».Quando Elisabetta fu al sesto mese, Dio mandò l’angelo Gabriele a Nàzaret, un villaggio della Galilea. L’angelo andò da una fanciulla che era fidanzata con un certo Giuseppe, discendente del re Davide. La fanciulla si chiamava Maria. L’angelo entrò in casa e le disse: «Ti saluto, Maria! Il Signore è con te: egli ti ha colmata di grazia». Maria fu molto impressionata da queste parole e si domandava che significato poteva avere quel saluto.Ma l’angelo le disse: «Non temere, Maria! Tu hai trovato grazia presso Dio. Avrai un figlio, lo darai alla luce e gli metterai nome Gesù. Egli sarà grande e Dio, l’onnipotente, lo chiamerà suo Figlio. Il Signore no farà re, lo porrà sul trono di Davide, suo padre,ed egli regnerà per sempre sul popolo d’Israele. Il suo regno non finirà mai». Allora Maria disse all’angelo: «Come è possibile questo, dal momento che io sono vergine?». L’angelo rispose: «Lo Spirito Santo verrà su di te, e l’onnipotente Dio, come una nube, ti avvolgerà. Per questo il tuo bambino sarà santo, Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, alla sua età aspetta un figlio. Tutti pensavano che non potesse avere bambini, eppure è già al sesto mese. Nulla è impossibile a Dio!». Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore. Dio faccia con me come tu hai detto». Poi l’angelo la lasciò. In quel tempo l’imperatore Augusto con un decreto ordinò il censimento di tutti gli abitanti dell’impero romano. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a far scrivere il loro nome nei registri, e ciascuno nel proprio luogo d’origine.  Anche Giuseppe andò: partì da Nàzaret, in Galilea, e salì a Betlemme, la città del re Davide, in Giudea. Essendo un lontano discendente del re Davide, egli con Maria, sua sposa, che era incinta, doveva farsi scrivere là. Mentre si trovavano a Betlemme, giunse per Maria il tempo di partorire; ed essa diede alla luce un figlio, il suo primogenito. Lo avvolse in fasce e lo mise a dormire nella mangiatoia di una stalla, perché non avevano trovato altro posto. In quella stessa regione c’erano anche dei pastori. Essi passavano la notte all’aperto per fare la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro, e la gloria del Signore li avvolse di luce, così che essi ebbero una grande paura. L’angelo disse: «Non temete! Io vi porto una bella notizia, che procurerà una grande gioia a tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato il vostro Salvatore, il Cristo, il Signore. Lo riconoscerete così: troverete un bambino avvolto in fasce che giace in una mangiatoia». Subito apparvero e si unirono a lui molti altri angeli. Essi lodavano Dio con questo canto: «Gloria a Dio in cielo e pace in terra agli uomini che egli ama». Poi gli angeli si allontanarono dai pastori e se ne tornarono in cielo. Intanto i pastori dicevano gli uni agli altri: «Andiamo fino a Betlemme per vedere quello che è accaduto e che il Signore ci ha fatto sapere». Giunsero in fretta a Betlemme e là trovarono Maria, Giuseppe e il bambino che dormiva nella mangiatoia. Dopo averlo visto, dissero in giro ciò che avevano sentito di questo bambino. Tutti quelli che ascoltarono i pastori si meravigliarono delle cose che essi raccontavano.  Maria, da parte sua, custodiva gelosamente il ricordo di tutti questi fatti, e li meditava dentro di sé. I pastori, sulla via del ritorno, lodavano Dio e lo ringraziavano per quello che avevano sentito e visto, perché tutto era avvenuto come l’angelo aveva loro detto. Il Vangelo di Luca ci dà importanti dati: Il Vangelo di Luca si apre con la storia dell’anziana coppia, Zaccaria ed Elisabetta, ormai rassegnata alla sterilità, una delle peggiori disgrazie in Israele. Zaccaria apparteneva alla casta sacerdotale e, un giorno che era di servizio nel tempio di Gerusalemme, ebbe la visione di Gabriele (lo stesso angelo che sei mesi dopo si presenterà a Maria, a Nazareth) che gli annunciava che, malgrado l’età avanzata, lui e la moglie avrebbero avuto un figlio. Dovevano chiamarlo Giovanni e sarebbe stato “grande davanti al Signore”. Luca ha cura di precisare che Zaccaria apparteneva alla classe sacerdotale di Abia e che quando ebbe l’apparizione “officiava nel turno della sua classe”. In effetti, coloro che nell’antico Israele appartenevano alla casta sacerdotale erano divisi in 24 classi che, avvicendandosi in ordine immutabile, dovevano prestare servizio liturgico al tempio per una settimana, due volte l’anno. Sapevamo che la classe di Zaccaria, quella di Abia, era l’ottava, nell’elenco ufficiale. Ma quando cadevano i suoi turni di servizio? Nessuno lo sapeva. Ebbene, utilizzando anche ricerche svolte da altri specialisti e lavorando, soprattutto, su testi rinvenuti nella biblioteca essena di Qumran, ecco che l’enigma è stato violato dal professor Shemarjahu Talmon che, insegna alla Università ebraica di Gerusalemme. Lo studioso, cioè, è riuscito a precisare in che ordine cronologico si susseguivano le 24 classi sacerdotali. Quella di Abia prestava servizio liturgico al tempio due volte l’anno, come le altre, e una di quelle volte era nell’ultima settimana di settembre. Dunque, era verosimile la tradizione dei cristiani orientali che pone tra il 23 e il 25 settembre l’annuncio a Zaccaria. Ma questa verosimiglianza si è avvicinata alla certezza perché, stimolati dalla scoperta del professor Talmon, gli studiosi hanno ricostruito la “filiera” di quella tradizione, giungendo alla conclusione che essa proveniva direttamente dalla Chiesa primitiva, giudeo-cristiana, di Gerusalemme. Una memoria antichissima quanto tenacissima, quella delle Chiese d’Oriente, come confermato in molti altri casi. Ecco, dunque, che ciò che sembrava mitico assume, improvvisamente, nuova verosimiglianza. Una catena di eventi che si estende su 15 mesi: in settembre l’annuncio a Zaccaria e il giorno dopo il concepimento di Giovanni; in marzo, sei mesi dopo, l’annuncio a Maria; in giugno, tre mesi dopo, la nascita di Giovanni; sei mesi dopo, la nascita di Gesù. Con quest’ultimo evento arriviamo giusto al 25 dicembre. In base agli eventi narrati, possiamo dire quasi con certezza che il 25 dicembre è la festa in cui è nato Gesù

Perchè la Chiesa scelse il 25 come festa del Natale Cristiano?? Bhè, noi sappiamo solo adesso con quasi certezza che Gesù è nato il 25 dicembre, ma nell’antichità come scritto sopra l’interesse per la data di nascita di Gesù iniziò a prendere considerazione solo nel II e III secolo d.C. Infatti come citato sopra abbiamo la testimonianza  di Ippolito di Roma del 203 d.C., quella del Depositio Maryum del 336 d.C.  e quella del Cronografo che non solo attesta la festa del Natale Cristiano ma per la prima volta quella della festa del Sol Invicuts, culto straniero, introdotto dall’Imperatore  Eliogabalo e poi ufficializzata dall’Imperatore Aureliano nel 274 d.C., dedicando il tempio al Sol Invictus. La battaglia che portò all’edificazione del tempio fu quella  contro la ribelle Zenobia come ci racconta la lettera inviata a Mucapore:

“I romani dicono che ho soltanto una donna come avversario, come se contro di me combattesse solo Zenobia come le proprie  forze e non piuttosto  un nemico altrettanto numeroso e pericoloso come se fosse un uomo… Non è possibile descrivere la quantità di frecce, l’apparato bellico, la quantità di giavellotti e di pietre  che devo fronteggiare. Non vi è alcuna parte delle mura  che non sia occupata da due o tre balliste, e ci sono persino macchine adatte a lanciare proiettili incendiari. Zenobia è impaurita come donna, ma combatte come un uomo, che teme la punizione che l’aspetta. Ma credo fermamente che gli dei, che non hanno fatto mai mancare il loro soccorso ai nostri sforzi, porteranno aiuto all’Impero di Roma”

Occorre quindi dire che prima del 354 d.C., non abbiamo nessuna testimonianza  della celebrazione del Sol Invictus il 25 dicembre, anzi si sa che si festeggiava  a  ottobre. Si aggiunge poi che questa antica festa astronomica veniva celebrata anche in diverse altre date dell’anno, tra cui spesso veniva scelto il periodo compreso tra il 19 e il 22 ottobre. Quella del 25 dicembre si sarebbe imposta soltanto dopo la metà del IV secolo d.C.  La Chiesa di fronte a questo sentimento  religioso diffuso  piuttosto che anatematizzarle, ha preferito coglierne il significato simbolico e trasferirlo in Cristo. Per il cristianesimo è Lui il vero Sole che viene in questo mondo per sconfiggere le tenebre. L’operazione trovò l’appoggio dell’imperatore Costantino per ovvi motivi politici. Io vi auguro un buon Natale con la speranza che Gesù Cristo vi benedica e vi faccia stare bene.

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