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Restorica in nero – La fattoria del diavolo: il caso Hinterkaifeck

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Quello dei delitti della fattoria Hinterkaifeck per me è il mistero per eccellenza, una storia che, se non sapessi trattarsi di un fatto reale, riterrei una ottima trama di un romanzo a metà strada tra l’horror e il giallo.

Siamo in Germania nel Marzo 1921, precisamente lungo la strada tra il paese di Schrobenhausen e Ingolstadt in Baviera, qui si trova la fattoria Hiterkaifeck abitata dalla famiglia Gruber composta dal capofamiglia Andreas (73 anni), sua moglie Cazilia, la loro figlia Viktoria, vedova di Karl Gabriel disperso durante la Grande Guerra, e i due figli di lei e cioè la piccola Cazilia (7 anni) e Josef (2 anni). I Gruber hanno anche una domestica di nome Kreszenz Rieger che però si è licenziata sul finire del 1921; la voce che gira in paese è che la donna si sia licenziata perché convinta che la casa sia infestata, infatti avrebbe sentito voci e rumori provenienti dalla soffitta dove le era sembrato anche di intravedere qualcuno muoversi.

L’inizio del nuovo anno sembra scorrere senza problemi, ma poi verso la fine di Marzo strane cose iniziano ad avvenire nei pressi della fattoria Hiterkaifeck a partire da ciò che Andreas scoprì la mattina del 30 Marzo, durante tutta la notte è infatti nevicato abbondantemente e il capofamiglia volle verificare se non ci fossero danni. Con sua grande sorpresa però scoprì delle impronte che dal vicino bosco si dirigono alla fattoria senza però poi tornare indietro; Andreas prima si spinse nel bosco cercando di scoprirne la provenienza, ma queste si interrompevano d’improvviso, per poi controllare la sua proprietà e scoprire che la serratura del garage era stata forzata e qualcuno era certamente entrato nella stanza del generatore. Nulla però sembra essere stato rubato da questo visitatore notturno. Quella sera Andreas sentirà anche dei rumori provenire dalla soffitta e, armatosi di fucile, sale a controllare non trovando però nessuno. Il 31 Andreas scopre un giornale sotto la neve in giardino nonostante nessuno in casa vi sia abbonato; forse un semplice errore del postino? Probabile se non fosse che la fattoria è fuori dal centro abitato e nessuno dei vicini dei Gruber è a sua volta abbonato a quel giornale, ma soprattutto il postino nega di aver consegnato giornali a Hiterkaifeck. Quello stesso giorno sempre Andreas si accorge che le chiavi di casa che tiene nel suo scrittorio sono scomparse.

Il giorno dopo la piccola Cazilia non va a scuola, la sera un falegname passa nei pressi della fattoria e nota del fumo uscire dal camino nonché una figura che dalla fattoria gli punta contro la luce di una torcia elettrica. L’uomo però non si fa troppi pensieri e immagina che magari Andreas, agitato per i fatti degli ultimi giorni, non lo abbia riconosciuto.

La situazione si fa però ogni giorni più sospetta: il 2 Aprile nessuno della famiglia si reca a messa e il 3 quando il postino si reca a fare le sue consegne non solo non nota nessuno, ma si accorge anche osservando dalla finestra della cucina che il passeggino del piccolo Josef, che vede lì tutte le mattine, stavolta non c’è.

E giungiamo al 4 Aprile quando il meccanico Albert Hofner si reca a Hinterkaifeck per riparare un trattore come da accordi, ma trova il cancello chiuso e apparentemente nessuno in casa, sente però il cane dei Gruber abbaiare da dentro casa così come le mucche muggire nella stalla. Decide allora di aspettare sperando che qualcuno prima o poi si faccia vivo, ma dopo un po’, stanco di attendere, decide di entrare nell’edificio a nord della fattoria dove c’è il trattore per mettersi a lavoro. Dopo aver completato le riparazioni prova di nuovo a dirigersi verso la casa e qui nota che il cane, che prima aveva sentito in casa, adesso è legato fuori mentre la porta della stalla è completamente aperta; ancora una volta però nessuno risponde alle sue chiamate. Hofner decide così di andarsene, ma ritenendo la situazione sospetta quando per strada incontra le figlie di Lorenz Schlittenbauer, padre legittimo di Josef, le informa che alla fattoria c’è qualcosa che non va.

Lorenz decide così di recarsi ad Hinterkaifeck con i figli e due vicini dei Gruber; saranno loro che scopriranno nel granaio i cadaveri di quattro membri della famiglia accatastati l’uno sull’altro nella paglia, vicino c’è un piccone insanguinato che in seguito non si accerterà mai se sia stata l’arma del delitto, in casa poi verranno trovati anche i corpi del piccolo Josef e di Maria Baumgartner che aveva preso servizio presso i Gruber proprio la sera tra il 31 Marzo e il 1° Aprile.

Dopo il primo sopralluogo da parte della polizia locale, in serata giungono sei ufficiali di polizia da Monaco.

L’autopsia accerta che i Gruber sono stati attirati nel fienile e uccisi uno di seguito all’altro in vari momenti proprio nella notte tra il 31 Marzo e il 1° Aprile: la prima a morire è la signora Cazilia, seguito da Andreas, Viktoria e infine dalla piccolla Cazilia che però, dettaglio raccapricciante è certamente rimasta viva alcune ore dopo essere stata ferita. In seguito l’assassino entrò in casa per completare la mattanza.

Ciò che però fa salire a livelli fuori scala il valore mistero di questa vicenda è che, certamente, l’assassino rimase all’interno della fattoria almeno fino a poche attimi prima la scoperta dei cadaveri. Le prove sono evidenti: il fumo dal camino e la figura che il falegname vide muoversi nella casa la sera dopo il delitto, il fatto che quando il meccanico Hofner si recò alla fattoria prima sentì il cane abbaiare da dentro casa, per poi vederlo legato fuori in giardino, cane che sarà poi trovato legato nella stalla; inoltre è evidente che qualcuno ha usato i letti e la cucina di casa almeno nei due giorni successivi ai delitti. Tutto ciò porta a valutare in maniera sinistra gli strani eventi che precedettero la notte del delitto; possibile che l’assassino si nascondesse nella soffitta dei Gruber già da qualche giorno prima?

Nel corso degli anni vari soggetti sono stati indicati come possibili autori degli omicidi.

Il primo è Lorenz Schlittenbauer, padre naturale di Josef che però non aveva potuto sposare Viktoria per la ferma opposizione di Andreas, certamente essendo uno dei primi a giungere sulla scena del delitto avrebbe potuto inquinare le prove e durante alcuni interrogatori si contraddisse varie volte, ma nessun elemento certo emerse mai contro di lui. Voci mai confermate, ma che sembrano fossero insistenti in paese, si riferivano anche a un rapporto incestuoso tra Andreas e Viktoria di cui Josef sarebbe stato il frutto.

Seconda ipotesi è che il marito di Viktoria, Karl, non sarebbe morto durante la guerra, ma nascostosi durante il conflitto sarebbe tornato a Hinterkaifeck per essere colto da un raptus di gelosia nello scoprire che la moglie aveva intrecciato una nuova relazione. Per quanto affascinante non ci sono prove che Karl sia sopravvissuto alla guerra se non una voce che girò dopo il 1945 di un ufficiale russo dell’Armata Rossa che avrebbe raccontato ad alcuni prigionieri di guerra tedeschi di essere in realtà Karl Gabriel e di aver ucciso lui i Gruber.

Vengono poi indicati vari individui che potrebbero aver preso di mira i Gruber per una rapina, in effetti in casa furono ritrovati pochissimi soldi, e si sono fatti i nomi del malato mentale Josef Barti, già autore di un’altra rapina ed evaso da un manicomio distante solo 70 km da Hinterkaifeck, o i cestai Ludwing e Paul Blunder, visti girare nei dintorni della fattoria nei giorni precedenti al delitti e sospettati di un altra rapina avvenuta lo stesso giorno della scoperta dei corpi.

C’è poi ovviamente anche la tesi cospirazionista che sostiene che la fattoria fosse un arsenale segreto dove sarebbero state nascoste alcune armi, come aerei da combattimento Fokker D.III, vietate alla Germania dal trattato di Versailles e che la famiglia sarebbe stata uccisa da ufficiali dell’esercito inviati lì dopo che Andreas aveva tentato di venderne alcune. In effetti nella fattoria viene ritrovata da una divisa da tenente, ma perché lasciare una prova così incriminante e soprattutto se era solo una missione di recupero perché restare alla fattoria per più giorni dopo il delitto?

Fare un elenco completo di tutti i sospettati è quasi inutile visto che furono sentite oltre cento persone (anche se nessuno venne mai arrestato o incriminato), in quella che fu una delle più grandi indagini criminali della storia tedesca, e ancora oggi vengono periodicamente tirati fuori nuovi nomi da aggiungere alla lista.

Nel 2007 la Polizeifachhochschule (accademia di polizia) ha riesaminato il caso alla luce delle più moderne tecniche investigative; al termine si affermò che troppo tempo era passato e che le indagini iniziali erano state mal condotte, ma si aggiunse anche che era stato individuato un probabile colpevole anche se non se ne volle divulgare il nome dato che vi erano ancora dei suoi parenti in vita.

Premettendo che anche io sono convinto che ormai dopo quasi cento anni è impossibile individuare il colpevole, ritengo ci siano una serie di enigmi su cui è interessante puntare l’attenzione:

1) in quanti furono ad uccidere i Gruber? Possibile infatti che una sola persona ne abbia ucciso altre quattro apparentemente senza che vi sia stata una lotta, anche perché la domestica Maria venne trovata uccisa nella sua camera e se vi fosse stato rumore di colluttazione o urla è difficile credere che non avrebbe cercato di scappare?

2) come ha fatto il colpevole ad attirare la famiglia nel fienile?

3) perché il colpevole si è trattenuto nella fattoria, restandovi anche quando il meccanico vi si recò per lavorare prendendosi anche il rischio di legare il cane fuori?

4) il colpevole era già nella fattoria prima della sera del massacro?

5) il colpevole era un estraneo o qualcuno della comunità? Nel secondo caso come avrebbe fatto a trattenersi ad Hinterkaifeck senza che per quattro giorni nessuno ne notasse l’assenza?

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