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Restorica in nero – Who put Bella in the wych elm?

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La campagna inglese delle Midlands con le sue brughiere nebbiose sembra il set ideale per una storia mistery con venature horror, e non a caso Conan Doyle vi ambiento uno delle più celebri indagini di Sherlock Holmes: Il mastino dei Baskerville. Nel 1943 però in piena Seconda guerra mondiale nel Worcestershire il ritrovamento di un cadavere in un contesto quanto mai insolito diede inizio a un mistero che pare essere proprio uscito da un romanzo giallo di altri tempi.

Il 18 Aprile 1943 quattro giovani stanno cacciando di frodo nel Hagley Wood, all’interno della tenuta di Lord Cobham, presso la Wychbury Hill appunto nel Worcestershire (precisamente vicino alla cittadina di Hagley). Ad un certo punto uno dei quattro notò un grosso olmo montano e decise di salirvi per vedere se tra i suoi rami c’era qualche nido d’uccello dal quale rubare delle uova. Rovistando all’interno del tronco cavo notò qualcosa di bianco e pesando si trattasse appunto di un uovo lo afferrò senza pensarci troppo ritrovandosi invece in mano un teschio umano.

Tornato al suolo il giovane informò i suoi compagni di quanto aveva trovato e i quattro deciso per il momento di tacere in quanto, dopotutto, stavano sconfinando in una proprietà privata per bracconaggio e non volevano finire nei guai.

La cosa però era troppo grossa per essere tenuta nascosta e uno di loro, non appena rientrato a casa, informò i genitori che chiamarono la polizia la quale si recò sul posto e, dopo aver esaminato l’albero, trovò nascosto al suo interno un intero scheletro che si riconobbe appartenere ad una donna.

Gli abiti erano in gran parte deteriorati dal tempo e dall’esposizione agli agenti atmosferici, ma si stabilì che si trattava di tessuto di bassa qualità; oltre a ciò vennero trovati nei dintorni anche un anello di simil-oro e una scarpa. All’interno della bocca del cranio un pezzo di stoffa in taffettà che fece supporre che la vittima fosse stata soffocata.

All’esito dell’esame da parte del medico legale si poté affermare che i resti appartenevano ad una donna approssimativamente di trentacinque anni, con capelli castani, altra 1.52 m e che probabilmente aveva avuto almeno un figlio; venne anche determinata la data del decesso in circa diciotto mesi prima del ritrovamento quindi approssimativamente nell’Ottobre 1941. Il medico legale ci tenne anche ad escludere esplicitamente l’ipotesi dell’incidente o del suicidio, parlando esplicitamente di omicidio che, per altro, specificò doveva essere avvenuto nelle immediate vicinanze dell’olmo in quanto il cadavere era certamente stato inserito all’interno dell’albero prima del sopraggiungere del rigor mortis in quanto altrimenti la rigidità muscolare avrebbe reso impossibile il tutto.

L’indagine si presentava sin da subito difficile dato il molto tempo passato dal delitto e sopratutto per il fatto che non si aveva la ben che minima idea su chi fosse la vittima.

Cercando di trarre vantaggio dal fatto che la mascella superiore presentava un dente irregolare la polizia consultò i dentisti locali e le segnalazioni di persone scomparse nella speranza di risalire all’identità della donna.

Non avendo successo si decise di provare con i pochi oggetti trovati sulla scena del crimine e nello specifico la scarpa che si accertò essere stata prodotta dalla Waterfood Company, si riuscì a risalire all’identità di tutti gli acquirenti di quel tipi di scarpe tranne di sei paia che erano state vendute da una bancarella a Dudley, cittadina vicino a Birmingham.

Neanche questa pista alla fine condusse a risultati apprezzabili e lentamente il caso iniziò perdere l’interesse del pubblico e della polizia finché, nei giorni di natale del 1943, sul muro di una casa nella vicina cittadina di Old Hill apparve scritto con un gesso “Who put Luebelle down in the Wych Elm?” cioè “Chi ha messo Luebelle nell’olmo?”. Nei mesi successivi la stessa scritta, solo con il nome progressivamente cambiato in Bella e l’assenza della parola down, iniziò ad apparire un po’ in tutte le West Midlands, a volte anche giocando sull’assonanza tra la parola wych e witch cioè strega in inglese.

Nonostante i tentativi della polizia di risalire all’identità dell’autore dei graffiti la sua, o le loro, identità rimase sconosciuta e ancora dagli anni ‘70 fino all’ultima volta nel 1999, la stessa scritta apparve di tanto in tanto sull’obelisco di Wychbury, situato proprio nelle vicinanze del luogo del delitto.

Va detto che nonostante l’indicazione di un nome, Bella, neanche questo servì a dare una precisa identità alla vittima anche se nei primi mesi del 1944, forse proprio a seguito della comparsa dei graffiti, una prostituta di di Birmingham informò la polizia che una sua collega, che si faceva appunto chiamare Bella, era scomparsa all’incirca tre anni prima senza più dare notizie di sé.

La pista non portò da nessuna parte e ancora oggi il mistero del Who put Belle in the wych elm rimane aperto anche se sono state avanzate tre teorie su cosa può essere successo.

La prima risale al 1953 quando una donna, Una Mossop, si recò dalla polizia per affermare che suo marito, poco prima di morire in un ospedale psichiatrico, le avrebbe confessato di essere stato lui insieme ad un non meglio precisato olandese di nome Van Ralt a mettere “Bella” nell’olmo.

Stando alla vedova Jack Mossop e Van Ralt stavano bevendo in un pub di Hagley quando notarono una donna completamente ubriaca alla quale offrirono un passaggio dato che non si reggeva in piedi. Lungo la strada la donna avrebbe perso i sensi e i due deciso di nasconderla nell’olmo in modo da darle una lezione per la sua condotta sconsiderata. Pensavano che il mattino dopo questa si sarebbe svegliata e, tiratasi fuori dall’albero, avrebbe evitato di ubriacarsi di nuovo allo stesso modo.

Va detto che Jack Mossop, pur essendo morto prima del ritrovamento del cadavere, era stato ricoverato perché ossessionato dall’incubo di una donna che lo fissava dall’interno di un albero.

Resta però incomprensibile perché Una Mossop avrebbe aspettato dieci anni prima di informare la polizia di questa confessione in punto di morte del marito.

Un’altra teoria chiama in causa lo spionaggio in tempo di guerra. Da alcuni documenti declassificati dell’MI5 emerge come Josef Jakobs, spia dell’Abwehr pacadutatosi nel 1941 nel Cambridgeshire, ma subito arresta ed in seguito giustiziato nella Torre di Londra (ultimo nella storia) aveva tra i suoi effetti personali una foto della cabarettista Clara Bauerle.Interrogato Josef affermò che Clara non solo era la sua fidanzata, ma era a sua volta una spia del Terzo Reich a sua volta paracaduta nelle West Midlands nel 1941 senza però aver poi dato più notizie di sé. Si ipotizzò così che forse “Bella” era Clara la quale, scoperta durante la sua attività di spionaggio, sarebbe stata uccisa e il corpo nascosto.

La teoria è affascinante, ma, oltre al problema logico del perché si sarebbe deciso di occultare il corpo in quel modo, è ormai ritenuta senza fondamento sia perché Clara era molto più alta di Bella, sia perché è stato accertato nel 2016 che Clara Bauerle è morta in un ospedale di Berlino nel 1942.

L’ultima teoria, tanto per non farci mancare niente, chiama in causa un rituale di magia nera. Ad avanzarla è stata l’antropologa Margaret Murrey la quale ha osservato come il fatto che una mano di Bella era separata dal resto dello scheletro e le ossa sparse in un modo che a suo parere era riconducibile al rituale della Mano di gloria. Questo famoso rituale occultista si basa sul prendere la mano di una persona morta per impiccagione e usarla come “candelabro” per delle candele fatte con il grasso della medesima persona impiccata al fine di ottenere un oggetto dai grandi poteri magici.

La Murrey ritiene anche che a favore di questa tesi vi è anche il fatto che i famosi graffiti a volte parlavano di un witch elm (olmo della strega) e che il nome Belle ha assonanza con la belladonna, pianta legata ai rituali magici e dalla tradizione popolare associata ad antichi rituali che si svolgevano nell’Hagley Wood.

Secondo la Murrey “Bella” sarebbe stata uccisa per un qualche crimine contro un locale coven di streghe e il suo omicidio sarebbe da mettere in relazione con un altro delitto e cioè Charles Walton trovato morto il 14 Febbraio 1945 presso Lower Quinton, anch’essa nell’area delle West Midlands, in una modalità che da alcuni venne ritenuta ritualistica (gola tagliata con una falce e il corpo infilzato al suolo con il forcone della stessa vittima).

Va detto che nessun legame è mai stato realmente trovato tra i due delitti e la polizia ha sempre sostenuto che le ossa della mano di Bella sarebbero state sparpagliate da animali saprofagi.

Ad oggi nessuna delle teorie citate ha raccolto elementi sufficenti da poter essere considerata concretamente anche solo una possibile soluzione al mistero; paradossalmente l’ipotesi della prostituta appare la più realistica nella sua banalità, ma anche così rimangono troppi interrogativi senza risposta: perché nascondere un corpo in un modo così peculiare? chi ha lasciato i graffiti e perché? anche ipotizzando infatti che la maggiorparte di questi siano stati un gioco ad imitazione dell’originale, il primo rimane incomprensibile nella funzione che avrebbe dovuto avere per il suo autore. Ma sopratutto rimane quella domanda che dà il nome a questa vicenda: chi ha messo Bella nell’olmo?

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