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Leggende della storia – La Massoneria al netto di miti e leggende

Sarà il periodo di studio o l’aria post-elezioni, ma in queste  settimane ho davvero una gran voglia di tentare la disperata impresa di far chiarezza su certi argomenti cari ai cospirazionisti che imperversano sulla rete. Così, dopo aver illustrato quell’ever green che sono i Protocolli dei Savi di Sion, oggi cercherò di fare un po’ di chiarezza in merito alla Massoneria sulla base dei dati storici rimuovendo luoghi comuni e leggende. Chiedo scusa sin da ora se l’articolo in alcuni momenti potrà apparire non organico, ma la vastità della materia mi costringe, in alcuni casi, a prediligere la completezza nozionistica piuttosto che un perfetto ordine sistematico. (PS: metto sin da ora le mani avanti, così da non attirare critiche, dicendo che non tratterò della P2. Ciò non per chi sa quale occulta ragione, ma semplicemente perché l’argomento dell’articolo è già vasto e una vicenda importante come quella della P2 non può essere un trafiletto o un riassunto. Chi frequenta da tempo il blog conosce gli standard dei miei articoli e quindi non posso né voglio accontentarmi di parlare an passant della loggia di Gelli.).

Intanto iniziamo col dire cos’è la Massoneria; mi si risponderà è una società segreta, ma questo può voler dire tutto e niente. Chiamata anche Libera Muratoria, o Arte tra i suoi iniziai, essa è una società segreta fraterna iniziatica riservata ad uomini adulti che credano in un Essere Supremo, ma questo requisito non è considerato vincolante da tutte le Logge e i Riti.  Sono dette società fraterne quelle associazioni segrete, nate tra il XVIII e il XIX secolo spesso dalle ceneri delle antiche corporazioni d’arti e mestieri, con scopi sociali e di mutua assistenza. In un’epoca in cui lo stato sociale era praticamente inesistenze queste società riscossero un immediato successo perché garantivano ai membri quei benefici di tipo assistenziale che lo Stato ancora non forniva. In tal senso la Massoneria non fu né l’unica né la prima in quanto accanto ad essa sorsero anche l’Odd Fellowship, i Cavalieri di Pythias o i Patrons of Husbandrym, ma ciò che rese diversa la Libera Muratoria fu l’affiancare a questi scopi previdenziali un sistema di riti iniziatici di stampo esoterico mutuati dall’ermetismo rinascimentale. Nato nell’Egitto romano l’ermetismo guardava al mondo materiale come riflesso della realtà spirituale incoraggiando i suoi adepti a dedicarsi alla contemplazione delle “cose che sono” per iniziare un processo di miglioramento e trasformazione spirituale interiore. Attraverso un corpus di opere transitato durante il Medioevo un po’ grazie agli arabi, un po’ grazie ai bizantini, l’ermetismo funse da base per l’umanesimo di fine quattrocento ed inizio cinquecento. Eruditi quali Marsilio Ficino o Pico della Mirandola gli diedero la forma finale di filosofia universale nella quale l’oggetto nella realtà altro non è che un riflesso della realtà spirituale e la padronanza della corrispondenza tra piante, pietre, stelle e spirito permetteva di trasformare il mondo. A metà strada tra la scienza e la magia, l’ermetismo funse da base per il movimento rosacrociano e venne integrato nella ritualità delle gilde degli scalpellini che, vedremo a breve, furono alla base della Massoneria moderna. La Libera Muratoria ha come scopo dunque non l’azione politica o il controllo del mondo, ma il miglioramento della persona attraverso una serie d’insegnamenti incentranti sulla maturazione morale ed etica degli iniziati. Anzi la progressione all’interno dei gradi della Massoneria è legata all’acquisizione graduale di una serie di insegnamenti esoterici (parole, simboli, gesti e altro) fatti risalire alla vicenda di Hiram Abiff. Questi è un personaggio biblico che appare nel libro dei Re (7:13-40) come maestro della lavorazione dell’ottone di Tiro chiamato da re Salomone per realizzare le decorazioni del Tempio di Gerusalemme; nella tradizione però delle gilde medievali Hiram viene elevato ad architetto del Tempio costruito sulla base di una precisa geometria sacra. Quando l’edificio era ormai quasi completato, quindici operai decisero di estorcergli queste conoscenze ed in particolare la parola segreta che permetteva di accedere al grado di Maestro Massone; dodici dei cospiratori si tirarono indietro, ma tre attesero Hiram a mezzogiorno alle tre entrare del Tempio e, di fronte al suo rifiuto di parlare, due lo colpirono con un attrezzo mentre il terzo lo uccise. Dunque nascosero il corpo in una montagna di rifiuti per poi recuperarlo intorno a mezzanotte per seppellirlo altrove. Il simbolismo dietro alla morte di Hiram, alla ricerca del suo cadavere e del suo ritrovamento sono alla base sia della cerimonia d’iniziazione alla Massoneria, sia di molti dei riti della Libera Muratoria. Un luogo comune tipico, ma completamente errato, è quello di ritenere la Massoneria un’entità monolitica, interconnessa e centralizzata. Niente di più falso! Intanto dicendo Massoneria si può avere l’impressione che questa sia un’unica entità, ma in realtà la Libera Muratoria si divide in vari Riti indipendenti e spesso in competizione tra loro (anche al loro stesso interno). Ritenere che i vari Riti sia tra loro uniti e solidali per il semplice fatto che sono tutti parte della Massoneria sarebbe come dire che cristiani, ortodossi e protestanti sono uniti e solidali tra loro per il semplice fatto che tutti credono nella trinità. Un esempio ci viene dal nostro stesso paese, la Massoneria italiana è infatti divisa in due entità principali sorte a seguito della così detta scissione di Piazza del Gesù del 1908 (da una parte il Grande Oriente d’Italia e dall’altro la Gran Loggia d’Italia degli Alam) più una serie di obbedienze minori (Gran Loggia regolare d’Italia, Sovrano ordine massonico d’Italia e Federazione italiana dell’Ordine Massonico Misto “Le Droit Humain”) nonché, recentemente, obbedienze esclusivamente femminili (Gran Loggia Massonica Femminile d’Italia, Gran Loggia Massonica Donne d’Italia e Gran Loggia Autonoma Isthar). Ancora la Massoneria inglese fu per sessant’anni divisa tra i così detti Antichi e Moderni a seguito di uno scisma verificatosi nel 1751 per divergenze sulla natura dei riti, dell’organizzazione delle logge e sulle simpatie politiche a favore dei whigs (Moderni) o dei tories (antichi); lo scisma si sarebbe sanato solo nel 1813 con la formazione dell Gran Loggia Unita d’Inghilterra. Il centro del sistema massonico sono le varie logge locali, composte da un minimo di tre membri, che si autogovernano sia nella selezione dei propri dirigenti (eletti a scrutinio segreto), sia nella gestione finanziaria che nella scelta dei nuovi aderenti. Ogni loggia è indipendente dalle altre e nomina un suo rappresentate presso la Gran Loggia (o Grande Oriente in alcuni casi) che ha giurisdizione sulla singola nazione; non esiste infatti nessuna Gran Loggia mondiale o alcun centro unitario di controllo di tutte le branche delle Massoneria. La loggia è un ulteriore elemento che richiama le origini della Massoneria nelle corporazioni degli scalpellini medievali: la loggia infatti era una casetta di legno provvisoria, costruita dai muratori (masons) sul sito di costruzione, presso la quale si tenevano le riunioni e si iniziavano i nuovi membri. Elemento particolarmente complesso, ma centrale nella comprensione della struttura della Massoneria sono i gradi cioè l'”unità di misura” del livello d’iniziazione. Originariamente la Massoneria si componeva di soli tre gradi: apprendista iscritto, compagno e maestro muratore; i primi due erano direttamente mutuati dalle corporazioni medievali, mentre il terzo venne creato all’inizio del Settecento a partire dal materiale tramandato da un Maestro Venerabile (cioè presidente del direttivo della loggia) durante il suo insediamento. Con la diffusione della Libera Muratoria e l’inizio della separazione tra i Riti si ebbe la lievitazione dei gradi a partire dall’introduzione dell’Arco Reale e dei così detti Alti Gradi nel 1740 all’interno della faida interna alla Massoneria francese tra giacobiti e hannoveriani. Si tratta di gradi superiori a quello di maestro muratore e la loro nascita è legata alla riconduzione delle origini della Massoneria ai cavalieri templari ad opera di Andrew Michael Ramsay (ci torneremo a breve). Tra settecento ed ottocento vi fu una vera e propria proliferazione dei gradi, anzi l’istituzione di nuovi gradi (spesso come parti di sequenze  di gradi interni) divenne una delle principali attività della Massoneria nonché elemento di distinzione tra i vari riti che si venivano a sviluppare. Si contarono così oltre duemila gradi e il record spetta al Rito di Memphis e Misraim che prevedeva 99 gradi. Ultimo argomento di cui vorrei parlare prima di passare alle origini della Massoneria è quello di chi può divenire membro dell’Arte. La Massoneria nasce come un’associazione rivolta ai maschi di etnia caucasica e per lo più ancora è così. Nella così detta costituzione di Anderson redatta nel 1723 si fa esplicito divieto a donne e schiavi di essere iniziati; nonostante ciò già nel settecento si ebbero casi di donne ammesse nella Libera Muratoria. Una prima svolta significativa si ebbe in Francia nel 1760 allorché venne istituita la Massoneria d’adozione cioè un sistema di riti para-massonici riservato alle donne; oggi questa Massoneria è ancora vigente al di là delle Alpi, ma non ha avuto particolare diffusione fuori dalla Francia tranne che negli Stati Uniti dove invece la Massoneria femminile ebbe un’ampia diffusione a seguito della nascita nel 1850 dell’Ordine della Stella d’Oriente. Se oggi molte obbedienze hanno ammesso Ordini ausiliari femminili, cioè logge riservate a sole donne, la Massoneria mista non è ancora accetta da alcune obbedienze che rimangono chiuse alla sola partecipazione maschile. Nei secoli anche l’adesione di persone non di etnica caucasica (in particolare negli Stati Uniti) ha creato non poche fratture e discussioni all’interno del movimento massonico. In America alla popolazione di colore fu a lungo negata l’iniziazione nelle logge regolari, e ciò non solo nel Sud segregazionista, cosa che favorì il diffondersi di una Massoneria diretta agli afroamericani cioè la così detta Massoneria Prince Hall dal nome del pastore metodista di colore che per primo, insieme ad altri quattordici afroamericani, fu iniziato nel 1775. A lungo le Gran Logge americane hanno negato qualsiasi riconoscimento alla Massoneria Prince Hall denunciandola come clandestina e ancora nel 1989 il suo riconoscimento operato dalla Gran Loggia del Connecticut ha portato alla rottura dei rapporti tra questa Gran Loggia e le obbedienze del meridione. 

Proviamo ad entrare adesso in quel campo minato che sono le origini della Libera Muratoria, campo minato perché la stessa Massoneria ha elaborato nel corso dei secoli varie versioni “mitologiche” delle sue radici. La tradizione più risalente è quella tramandata dagli Antichi Doveri cioè dei documenti redatti dalle gilde dei muratori britannici, aprendosi sempre con una preghiera a Dio grande architetto dell’Universo, che contenevano le leggi e i regolamenti dell’Arte venendo letti ai nuovi membri in occasione della loro iniziazione (la copia più antica a noi giunta è il Manoscritto Regius datato 1390 e conservato al British Museum). Negli Antichi Doveri si afferma che, prima del Diluvio Universale, il figli del patriarca Lamech avesse posto le basi delle geometria e delle altre scienze e, temendo la prossima punizione divina per i peccati dell’uomo, al fine di preservare queste conoscenze le incisero all’interno di due colonne vuote, una di marmo che resistesse al fuoco e una di bronzo che resistesse all’acqua. Dopo il Diluvio Ermete Trimegisto, indicato come pronipote di Noè, ritrovò una delle due colonne e insegnò agli egizi i segreti in essa custoditi. Secoli dopo re Nimrod di Babilonia, allorché decise la costruzione della celebre torre, regolò per la prima volta la Massoneria e i gesti e segni propri della Libera Muratoria sarebbe stata la conseguenza della confusione delle lingue voluta da Dio per punire la superbia degli uomini. Le regole della Massoneria sarebbero poi state riformate da Salomone in occasione della costruzione del Tempio e l’Arte si sarebbe diffusa nel resto del mondo quando gli 80.000 muratori che parteciparono alla costruzione tornarono alle loro terre natie. A seguito della diffusione della Massoneria nel continente agli inizi del settecento nacque una nuova leggenda sulle origini ad opera del già citato Andrew Ramsay; questi era un giacobita scozzese che, vedendo con preoccupazione che molte logge europee stavano transitando all’opposta fazione degli hannoveriani, pensò di rendere più attraente la propria parte allacciando le origini della Massoneria con, ebbene sì proprio loro, i cavalieri templari. La favola è ben costruita: allorché Filippo IV il bello decise la distruzione dell’ordine, alcuni templari si imbarcarono direzione Scozia portando con loro tesori e segreti accumulati nei secoli di permanenza in Terra Santa. Ben accolti nella terra dei kilt dimostrarono la loro riconoscenza combattendo al fianco di re Robert Bruce contro gli inglesi nella battaglia di Bannockburn del 1314; in seguito i templari si sarebbero fusi con le gilde dei muratori scozzesi e da questo incontro sarebbe nata la Massoneria. Inutile dire che questa leggenda è all’ordine di tutte sciocchezze nate negli ultimi trent’anni in merito a templari, graal, Rennes-le-Chateau e tutto il resto contenuto in QUEL libro che amo così tanto… Per chi fosse interessato ho già trattato la materia delle panzane legate alla fine dei templari in un vecchio articolo. Comunque tornando a noi l’opera di Ramsay, che portò alla nascita dei già citati Alti Gradi o Gradi Scozzesi, ebbe grande successo in quanto un’origine templare era evocativa e venne fatta propria anche da altre società segrete come quelle d’ispirazione rosacrociana. Ancora un’altra origine leggendaria chiamò in causa gli antichi druidi, tesi molto popolare nel periodo del così detto revival druidico tra settecento ed ottocento, in quando all’epoca ritenuti i costruttori di Stonehenge e degli altri siti megalitici sparsi tra Francia e isole britanniche. L’idea che chi avesse eretto questi monumenti avesse delle conoscenze di una geometria sacra, trasmessa poi in qualche modo alla moderna Massoneria, attirò molti sostenitori come lo scrittore John Cleland che suggerì come la parola mason derivasse da may’s son (figlio di maggio) con riferimento alla festa di Beltane celebrata il primo Maggio (Calendimaggio). Ovviamente non poteva mancare l’antico Egitto e così, nel 1778, Giuseppe Balsamo Conte di Cagliostro approfittò dei primi segnali della riscoperta della terra dei Faraoni per inventarsi il Rito egizio della Massoneria che influenzò i successivi riti di Memphis e di Misraim. La tesi si fondava sull’idea che la Massoneria derivasse dal così detto Crata Repoa, un presunto rituale per l’iniziazione dei sacerdoti egizi di cui però non esiste prova e che, inoltre, sembra abbastanza improbabile potesse essere conosciuto in Europa a fine settecento dato che Champollion sarebbe nato solo nel 1790. Citiamo poi per completezza la leggenda che farebbe risalire la Massoneria agli Architetti dionisiaci, confraternita di costruttori d’epoca ellenistica citati in alcune iscrizioni greche in Asia Minore che sono stati inseriti a forza nella vicenda del Tempio di Salomone, ai culti misterici greco-romani, agli Esseni ed infine al Collegium Artificum romano. Ovviamente nessuna di queste tesi ha un reale fondamento storico, ma il fascino del mito è forte e quindi ovviamente trova ancora ai giorni nostri entusiasti adepti che rimescolano ed uniscono le varie tradizioni (ad esempio a fine anni ’90 ebbe molto successo “La chiave di Hiram” che mischiava insieme alcune di queste tradizioni). Ma allora qual è l’origine della Massoneria? Gli studiosi più seri, cito ad esempio Knoop e Jones autori di “Genesis of Freemasonry” o David Stevenson autore di “Origins of Freemasonry”, hanno ovviamente puntato l’attenzione sulle gilde dei muratori, in particolari quelle delle isole britanniche, cercando di capire il momento in cui queste transitarono a società segreta. L’opinione prevalente è che, intorno al 1600, le gilde scozzesi iniziarono ad ammettere al loro interno persone non impiegate nell’edilizia dando inizio al passaggio dalle vecchie corporazioni medievali alla Massoneria. Progressivamente l’elemento muratorio andò perdendosi mentre aumentavano gli iniziati esterni, in particolare provenienti dagli ambienti della nobiltà e dell’alta borghesia, che introdussero, accanto agli scopi mutualistici, l’ermetismo unendolo con le conoscenze tecnico-matematiche proprie di una gilda di muratori. Molto del merito del successo della Massoneria va dato agli esuli giacobiti che portarono sul continente le logge agli inizi del settecento, in un’epoca in cui la riscoperta di certa antichità (celti ed egizi) e il progresso scientifico rendevano molto accattivante una società che sembrava unire i due elementi avendo inoltre l’aspetto curioso del vincolo della segretezza (per altro in quel momento iniziava la parabola discendente del movimento rosacrociano che aveva dominato l’esoterismo europeo nel seicento e che vide integrare parte dei suoi riti proprio nella Massoneria). Tutto ciò, segretezza e riti esoterici, favorì il fatto che la Massoneria fosse individuata come il luogo d’incontro e scambio d’idee per quegli elementi para-liberali della società europea e nord-americana che iniziavano a teorizzare la messa in discussione dell’ordine costituito. Dunque fu un insieme di circostanze, in particolare il portare il messaggio giusto nel momento giusto, a favorire il successo della Massoneria esattamente come successe alla Teosofia alla fine dell’ottocento.  

Veniamo adesso alla domanda delle cento pistole: qual è il peso politico della Massoneria? Partiamo dal presupposto che la Libera Muratoria non è un movimento politico; sebbene tra i suoi obiettivi vi sia la promozione della tolleranza e della libertà di pensiero essa non si prefigge di influenzare la politica. Questo vuol dire che la Massoneria non ha alcun peso politico? Certo che no, ma la forza politica dell’associazione non è dovuto a ciò che la Massoneria è bensì a chi ne fa parte. Le logge più che sedi politiche sono luoghi d’incontro (originariamente dei giacobiti espatriati dopo la Gloriosa Rivoluzione) dove, tanto maggiore è il peso socio-politico-economico dei membri, tanto più è ovvio che l’oggetto della discussione verterà su questioni attinenti. Ovviamente se una loggia fosse composta da me e da cinque miei amici anche se siamo Massoneria non potremmo influenzare l’elezione neanche di un amministratore di condominio! Se invece della Massoneria fosse stato il movimento rosacrociano ad affermarsi come principale sede d’incontro per nobiltà e alta borghesia tra XVIII e XIX secolo sarebbe stato probabilmente questo ad ascendere come sine qua non di ogni teoria del complotto. Come già detto un percorso simile lo ebbe la teosofia che non nasceva come movimento politico, ma attirando dentro di sé personalità della politica e della cultura europea ed americana di fine ottocento ed inizio novecento andò a legarsi con le vicende politiche dell’epoca, ed infatti troviamo esponenti della teosofia tanto nel nazionalsocialismo quanto nel fascismo.

Infine, prima di passare ad una disamina dei principali Riti che si sono avvicendati nella storia della Libera Muratoria, facciamo un salto dall’altro lato della barricata esaminando il movimento anti-massonico. Sin dal momento in cui iniziò ad affermarsi la Massoneria, sia per via della segretezza che del supporto al pensiero progressista e liberale, attirò su di sé i sospetti di conservatori e ben pensanti. Già nel 1698 un opuscolo londinese, nel momento in cui la Massoneria sul continente era completamente dominata dall’emigrazione gacobita, avvertiva le persone pie che i massoni “sono l’Anticristo, atteso per condurre i devoti lontano dal timore di Dio. Perché, altrimenti, dovrebbero riunirsi in luoghi segreti, utilizzando simboli segreti, avendo cura che nessuno li osservi svolgere il lavoro di Dio? Non sono questi i metodi del Maligno?”. La prima condanna esplicita della Libera Muratoria però venne dalla chiesa cattolica che nel 1738, con la bolla In eminenti di Papa Clemente XII, scomunicò tutti i massoni riservando al solo Santo Padre la facoltà di dispensare il perdono. Varie erano le ragioni di questa decisione. In primis la segretezza dei riti faceva nascere il sospetto di un culto eretico se non proprio satanico (accusa paradossale tenendo conto che uno dei requisiti per accedere alla Massoneria è credere nell’esistenza di un Essere Supremo); inoltre il fatto che la Libera Muratoria incoraggiasse la tolleranza religiosa e la libertà di pensiero urtava contro una dottrina cattolica ancora non avvezza all’ecumenismo e alla divisione tra chiesa e stato. Vi era però anche una ragione politica che spinse Clemente XII ad agire: la sua bolla venne emanata nel periodo in i giacobiti, supportati dalla Santa Sede, stavano perdendo il controllo delle logge continentali, in particolare quelle francesi e toscane, in favore dei loro rivali protestanti hannoveriani. A seguito della condanna emessa da Roma. col tempo, anche altre confessioni hanno lanciato i loro anatemi contro la Libera Muratoria: la chiesa presbiteriana nel 1757, la chiesa ortodossa greca nel 1933, i metodisti in varie occasioni e le varie correnti dell’islam nel secondo novecento spesso a causa di un’associazione Massoneria-sionismo. Su diverso fronte si pose invece un articolo di un giornale francese del 1747 che denunciò la Massoneria come una società fondata da Oliver Cromwell al fine di conseguire l’eguaglianza universale, lo spodestamento dei re e l’eliminazione dell’aristocrazia. La vera psicosi però si scatenò a causa delle vicenda di un’altra società segreta da sempre sulla bocca dei cospirazionisti di tutto il mondo: gli Illuminati o meglio gli Antichi Profesti Illuminati di Baviera. Senza entrare nel dettaglio se no  questo articolo diventa un Frankenstein questa società venne creata dal professore dell’università di Ingolstadt Adam Weishaupt per perseguire un’agenda di riforma costituzionale e liberale nella Baviera di fine settecento. Quando la società venne scoperta (è paradossale che questa che è tra le società più citate sia stata anche quella con una delle vite più brevi) emerse che gli illuminati si erano infiltrati in molte logge massoniche assumendo anche posizioni verticistiche. In un’infinita confusione tra Massoneria e Illuminati i conservatori e i governi d’Europa iniziarono a guardare con ansia alla Libera Muratoria anche perché nel frattempo erano esplose in rapida successione la rivoluzione americana e quella francese. Spesso si sopravvaluta il peso della Massoneria in questi due grandi eventi. Innegabile che molti Founding Fathers degli Stati Uniti furono anche massoni ( George Washington, Benjamin Franklin, John Hancock, Andrew Jackson e altri), ma la tesi a volte sostenuta della guerra d’indipendenza come complotto massonico non sta in piedi anche perché l’indipendenza fu sostenuta dai quadri medi-bassi della massoneria americana, mentre i vertici furono per lo più lealisti. Per quanto attiene alla rivoluzione francese massoni furono per lo più gli elementi moderati favorevoli ad una monarchia costituzionale, mentre giacobini e girondini ebbero molto pochi massoni tra le loro file anche perché essi avevano già i loro club come luogo d’incontro ed aggregazione. Comunque nessuno dei leader della fase radicale della rivoluzione come Robespierre, Marat, Danton, Saint-Just o Hébert fu mai associato alla Libera Muratoria. Nonostante ciò furono proprio le due grandi rivoluzioni di fine settecento a far nascere la paranoia del complotto massonico. Già nel 1797 il cattolico francese Augustin de Burruel e il presbitero scozzese John Robison accusarono gli Illuminati, ovviamente ancora infiltrati nella Massoneria, di essere i responsabili degli eventi sia francesi che americani. In tutta Europa vi fu una stretta contro le società segrete, ma la Massoneria riuscì a superare la marea meglio di gruppi molto meno impegnate politicamente come gli Odd Fellows e gli ordini neo druidici (dopotutto in alcuni paesi come la Gran Bretagna anche membri di casa reale erano iniziati all’Arte). Ben più violenta fu invece l’offensiva anti-massonica negli Stati Uniti dove lo spirito puritano tuonò contro la Libera Muratoria, anche se il punto di rottura fu il così detto rapimento Morgan del 1826. William Morgan era un personaggio ambiguo, alcolista e spesso ospite delle patrie galere, che con tanti non detto riuscì ad entrare nella Massoneria e a farne parte il tempo sufficiente da conoscerne i Riti. Una volta scoperte le sue false credenziali Morgan venne espulso dalla sua loggia e lui, per vendicarsi, decise di scrivere un libro in cui rivelava tutti i riti segreti della società; ovviamente le logge americane entrarono nel panico e cercarono in tutti i modi di impedire la pubblicazione ricorrendo infine all’estrema ratio di rapire Morgan. Non si sa bene cosa successe in seguito però è altamente probabile che Morgan sia stato ucciso (anche se alcuni ritengo che accettò un’ingente somma per scomparire in Canada). La vicenda fece molto scalpore e l’isteria attorno alla Massoneria crebbe al punto che nacque un vero e proprio Partito Antimassonico che si presentò alle elezioni presidenziali del 1832 (ottenendo il 7,8% e sette grandi elettori) e portò fino ad un massimo di venticinque rappresentanti al Congresso. Dopo le rivoluzioni del ’48 e la vittoria della borghesia un po’ in tutta Europa la polemica anti-massonica si affievolì restando prerogativa principale della Chiesa cattolica, ma verso la fine dell’ottocento, con il crescere dell’interesse per l’esoterismo e i primi vagiti del cospirazionismo, la Massoneria tornò sotto l’occhio di chi la vedeva come uno Stato nello Stato dedita a riti satanici ed occulti. Della vicenda dei Protocolli dei Savi di Sion vi ho già narrato, ma vi fu anche la psicosi nata in Francia negli anni ottanta dell’ottocento allorché Leo Taxil si inventò la storia del Rito Palladico. Nel novecento la rivoluzione russa portò alla nascita della tesi del complotto giudaico-massonico-bolscevico sostenuto con forza degli emigrati russi, dai movimenti di destra e propagandata da una delle madri delle teorie della cospirazione, Nesta Webster, nel suo celebre saggio “Società segrete e movimenti sovversivi”. La natura segreta della Massoneria e la sua nomea di Stato nello Stato la rese ovviamente inaccettabile per ogni forma di regime totalitario, così la Libera Muratoria fu messa fuori legge in URSS, nell’Italia fascista, nel Terzo Reich, nella Spagna franchista, nei paesi del Patto di Varsavia e in Cina. Paradossalmente oggi che la Massoneria attraversa una non trascurabile flessione di iniziazioni essa è ferocemente odiata tanto a destra che a sinistra: da un lato infatti permane l’idea del complotto giudaico-massonico-comunista, mentre dall’altro la Massoneria è la centrale dei poteri forti internazionali che controllano l’economia mondiale e preparano il Nuovo Ordine Mondiale nelle sue varie sfumature; il colmo è che a volte queste teorie della cospirazione fanno cortocircuito finendo per accusarsi a vicenda di essere eterodirette ora dalla Massoneria ora direttamente dagli Illuminati di cui la Libera Muratoria non sarebbe altro che uno dei bracci esecutivi. Non cito poi per carità di patria le teorie che chiamano in causa omini grigi, rettili antropomorfi e altre creature adatte solo al prossimo episodio di Star Wars.

Concludo dedicando un po’ di spazio alla promessa disamina dei più importanti Riti che hanno attraversato la storia della Massoneria; per quanto possa essere complesso seguire le varie scissioni, riunioni e rinascite credo che studiare i riti sia il modo migliore per inquadrare il multiforme universo della Libera Muratoria.

  • Rito di York: uno dei più antichi riti massonici conosciuti, i documenti lo fanno risalire sino al 1717, deve il suo nome alla città inglese dove prima le corporazioni dei muratori e poi le logge massoniche hanno un’antica storica. Alla pari con il Rito scozzese negli Stati Uniti e in Inghilterra, il rito di York invece è poco rilevante nel resto del mondo. Caratteristica di questo rito e l’estrema varietà di gradi ed usanze a seconda dei singoli paesi. Facendo l’esempio degli Stati Uniti qui il rito di York è diviso tra: Gran Loggia Simbolica che prevede i soli tre gradi  base, il Capitolo dell’Arco Reale che aggiunge altri quattro gradi sino al Sacro Arco Reale, i gradi criptici  (o gradi del Council of Royal and Select Masters), con alternativamente ulteriori due o tre gradi, ed infine i gradi templari (o gradi della Commandery of Knights Templar) che aggiunge altri tre gradi. In Inghilterra invece il rito di York prevede solo cinque gradi: i tre standard più Maestro del passato e Sacro Arco Reale.
  • Rito di Perfezione: nato a Parigi nel 1754 ad opera del cavaliere di Bonneville, è anche detto Rito di Clermont o Collegio a causa del fatto che le prime riunioni della loggia si tennero nel collegio dei gesuiti di Clermont. Caratterizzato ai suoi inizi da una forte componente giacobita, il Rito di Perfezione fu il primo ad adoperare gli Alti Gradi scozzesi facendo sue quelle già citate origini templari della Massoneria inventate da Andrew Ramsay. Così ai tre gradi standard vennero aggiunti ulteriori ventidue gradi per un Rito caratterizzato da una forte componente esoterica ( studio della cabala, dell’alchimia e dei testi rosacrociani). Quattro anni dopo questo Rito fu assorbito dagli Imperatori d’Oriente ed Occidente.
  • Imperatori d’Oriente ed Occidente: nati nel 1758 a Parigi nonostante il titolo pomposo si trattava di una loggia piuttosto ristretta che mantenne gran parte della sua influenza dentro la Massoneria francese. Probabilmente la nascita di questo consiglio segna il momento in cui la Massoneria d’oltre Manica rompe con la componente giacobita la cui causa, dopo il disastro di Culloden, stava andando scemando. Ereditò il sistema a venticinque gradi del Rito di Perfezione, ma fu anche uno dei primi riti a conoscere quei dissidi e scissioni interne che avrebbero caratterizzato la Libera Muratoria. Nel 1760 da esso si separò il Consiglio degli Imperatori d’Oriente e nel 1766 dissidi interni portarono all’espulsione di due consiglieri; la loggia vivacchiò sino al 1781 quando infine confluì nel Grande Oriente di Francia. La sua importanza è soprattutto nell’aver concesso nel 1761 quella patente per nominare nuovi alti gradi a Stephen Morin che, di lì a poco, sarebbe partito per l’America dando inizio agli eventi che avrebbero portato alla nascita del rito scozzese.
  • Rito Scozzese Antico ed Accettato: si tratta del più diffuso rito a livello mondiale. La sua origine viene fatta risalire alla metà del settecento alle logge giacobite e ai venticinque gradi templari del Rito di Perfezione; la sua organizzazione ufficiale risale però al 1802 quando a Charleston, Carolina del Sud, un gruppo di massoni aggiunse ulteriori sette gradi ai venticinque del Rito di Perfezione. Il Rito rimase sottotraccia finché la guida non venne assunta da Albert Pike che riscrisse completamente i rituali preferendo un linguaggio più poetico e molta filosofia occultista. L’idea di Pike era che il rito scozzese, i cui gradi sono da lui descritti nel classico sull’occultismo “Morals and Dogma”, dovesse diventare un percorso, “che sommasse l’ereditò morale e intellettuale dell’occidente”, diretto ai massoni più interessati al lato spirituale e filosofico della Libera Muratoria. Il Rito divenne ben presto molto popolare anche al di fuori degli Stati Uniti. Qui contese il campo al Rito di York, ma la sua posizione sempre più marcatamente anti-cattolica (e di conseguenza l’ostilità verso l’emigrazione italiana, irlandese e ispanica) lo portò a stringere un abbraccio mortale con la seconda stagione del Ku Klux Klan. Dalla metà degli anni venti la gran parte dei vertici del Rito scozzese nel Sud occupava anche ruoli apicali nel Klan e solo gli scandali che colpirono questo nel 1925 portarono il Rito ad una imbarazzata ritirata. Oggi il Rito scozzese negli Stati Uniti vive una forte contrazione delle iniziazioni sia per un’eccessiva semplificazione dei rituali in favore della quantità più che della qualità, sia per problemi legati alla vicina organizzazione ricreativa para-massonica dell’Antico Ordine Arabo dei Nobili del Santuario Mistico. Il Rito scozzese è invece il più popolare in Sud America ed in Europa e dopo il 1989 si è rapidamente diffuso anche nell’Est ed in Russia.
  • Rito Egizio: questo rito nacque dalla fantasia di Giuseppe Balsamo conte di Cagliostro. Iniziato al Rito di stretta osservanza nel 1777 a Londra, Cagliostro affermò un anno dopo di aver trovato su una bancarella un antico rituale massonico che lui fece passare come la forma originale della Massoneria così come seguita nell’Antico Egitto. In realtà si trattava dei tre gradi massonici standard con l’aggiunta di simboli egizi, occultismo e la possibilità di iniziare liberamente le donne. Il rito ebbe grande successo diffondendosi in tutta Europa, ma l’uscita di scena di Cagliostro prima e la rivoluzione francese dopo lo misero in crisi. Rimase quiescente sino al 1891 allorché Charles W. Leadbeater, autorità della società teosofica, lo riesumò dandogli una seconda primavera con logge aperte soprattutto in Gran Bretagna, Stati Uniti e Francia. Nonostante una crisi nel 1929 legata alle vicende interne all’Ordine della Stella d’Oriente, il Rito sopravvive ancora oggi.
  • Rito della Stretta Osservanza: questo rito tedesco deriva direttamente dagli alti gradi tempari di origine giacobita. Fondatore fu il barone Karl Gotthelf Von Hund che venne iniziato alla Massoneria nel 1743 ricevendo sia i gradi templari che la nomina a Gran maestro provinciale per la Germania dal giacobita conte di Killmarnock. Tornato nella natia Sassonia rimase per undici anni inattivo forse per non attirare troppo l’attenzione sulle sue amicizie giacobite in una Germania fortemente schierata con il rivale partito hannoveriano. Un secondo viaggio a Parigi mise Von Hund in contatto con il Rito di Perfezione ricevendo l’autorità di diffonderlo in Germania, fu così che nel 1754 venne creato il Rito della Stretta Osservanza sulla base di una versione semplificata dei gradi templari (sette al posto di venticinque). Per abbellire la storia Von Hund affermò che il Rito gli era stato affidato da un Circolo di Superiori Sconosciuti presieduto da Carlo Edoardo Stuart. Il Rito ebbe grande diffusione nell’Europa centrale e in Italia anche perché Von Hund sostenne di aver ricevuto i segreti della pietra filosofale e dell’elisir di lunga vita; ciò comportò che gli iniziati si dedicassero molto agli aspetti alchemici e occultisti del Rito con, ad esempio, la ricerca dei supposti tesori templari nascosti dai cavalieri all’epoca della dissoluzione dell’Ordine. Questo successo portò però anche all’emergere di una concorrenza rispetto al primato di Von Hund da parte di avventurieri come George Frederick Johnson che tentò di scalare il Rito affermando di aver ricevuto gradi superiori a Von Hund durante una fantasiosa riunione segreta ad Aberdeen, o ancora Johann August Stark che creò un rito di gradi templari concorrente dal nome di Clerks Templar o Stretta Osservanza Templare riservato a soli cattolici romani che però ebbe breve vita. La crisi del Rito della Stretta osservanza fu dovuto al fatto che Von Hund continuava a promettere la rivelazione di nuovi segreti da parte dei Superiori Sconosciuti che però non avveniva mai; ciò portò infine alla sua rimozione come Superiore provinciale durante un Congresso svoltosi a Brunswick nel 1775. Probabilmente Von Hund scambiò per occultismo quella che in realtà era parte del progetto giacobita di restaurazione degli Stuart sul trono inglese e la scomparsa dei Superiori Sconosciuti fu dovuto al naufragio della causa dopo Culloden. Le continue controversie intorno all’esistenza dei Superiori Sconosciuti dilaniarono il rito finché,  nel 1782, un nuovo congresso a Wilhelmbad tranciò il legami con la mitologia templare adottando nuovi gradi tratti dal Rito dei Cavalieri Beneficenti della Città Santa. Il Rito della Stretta Osservanza originario vivacchio ancora per qualche anno finché gli ultimi membri non aderirono ad altre logge o all’Ordine della Rosa Croce d’oro.
  • Cavalieri Beneficenti della Città Santa: questo Rito fu creato dalla costola francese del Rito della Stretta Osservanza nel 1778 ad opera del massone lionese Jean-Baptiste Willermoz come risposta alla crisi del sistema mitologico templare di Von Hund. Come detto il Rito finì per fagocitare buona parte della Stretta Osservanza dopo il congresso di Wihelmbad, ma venne messo in crisi dalla rivoluzione francese. Solo poche logge sopravvivevano alla fine dell’Ottocento quando venne preso in mano del celebre occultista Gerard Encausse noto anche come Papus che, insieme a Pierre Augustin Chabouseau, ne usò i gradi per fondare l’Ordine Martinista, unendo gli elementi dei Cavalieri Benefici con il Rito Martinista fondato nel 1784 dal mistico francese Louis-Clade de Saint-Martin per propagandare il pensiero magico del suo maestro Martinez de Pasqually. Da questo momento il Rito visse due vite: una come radice rituale per l’Ordine Martinista, una come Rito autonomo vivente negli Stati Uniti anche se molto piccolo e con affiliazione solo per invito.
  • Rito di Memphis: non sono certe le origini di questo rito che però, generalmente, viene fatta risalire al 1814 per opera di Samuel Honis, esule francese in Egitto. La prima loggia ufficiale venne aperta in Francia dopo il rientro di Honis a seguito della caduta di Napoleone nel 1815; già l’anno dopo però il rito sembrava morto senonché un tale Gabriel-Mathieu Marconis de Negre aveva ricevuto l’intero sistema di gradi. Il figlio di Marconis poté così ricreare il Rito a Parigi nel 1835 dopo essere stato espulso dal Rito di Misraim, alcuni addirittura sostengono che l’intera storia del Rito di Memphis pre-1835 sia stata inventata da Marconis per dare un sostrato ad un’organizzazione concorrente al suo precedente Rito. Il Rito di Memphis si avvicinò ben presto a posizioni di sinistra radicale e ciò lo portò ad allearsi con la società dei Filadelfi (società che in seguito contribuì alla nascita della Prima Internazionale). Il periodo post ’48 regalò al Rito la sua massima espansione, con logge aperte in altre paesi d’Europa, ma dopo il colpo di stato di Luigi Napoleone il Rito passò all’opposizione del bonapartismo. Infine però nel 1862 Marconis decise di far confluire le sue logge all’interno del più istituzionale Grande Oriente di Francia all’interno del quale i gradi del Rito di Memphis vennero soppressi. Oggi esistono sporadiche logge del Rito di Memphis in Europa (principalmente in Francia, Germania e Svizzera), mentre negli Stati Uniti esso è finito sotto il controllo del Gran Collegio dei Riti, organizzazione nata per togliere dalla circolazione i sistemi di gradi irregolari.
  • Rito di Misraim: anche di questo Rito, con uno dei più ampi sistemi di gradi della storia della Massoneria (oltre novanta), ha origini poco chiare. Si crede sia nato a Milano nel 1805 per poi giungere in Francia, a seguito della caduta di Napoleone, ad opera dei fratelli Bedarride. Nonostante i duri attacchi ad opera del Grande Oriente di Francia il Rito mostrò una buona capacità di diffusione e nel 1870 sbarcò anche oltre Manica riuscendo a ritagliarsi uno spazio accanto ai due giganti Rito di York e Rito Scozzese. Il rito si mantiene in attività ancora oggi sebbene, dopo la vicenda di John Yarker, in posizione minoritaria.
  • Rito di Memphis e Misraim: John Yarker era un personaggio sui generis che passava da un rito all’altro facendo incetta di gradi massonici. Durante questo suo peregrinare si ritrovò a possedere l’intero sistema di gradi tanto del Rito di Misraim che del Rito di Memphis e così, approfittando del fatto che entrambi si rifacevano all’antico Egitto e si fondavano su un ampio numero di gradi, decise di unirli in un unico Rito dotato del più ampio numero di gradi mai previsto per un rito massonico: novantanove. Il santuario di questo nuovo Rito, detto anche Rito Antico e Primitivo, fu posto a Manchester nel 1872 e Yarker iniziò subito a promuoverlo con ogni mezzo, anche con la pubblicazione di una rivista titolata ” The Kneph”. Nonostante il numero dei gradi ridusse l’attrattiva per questo nuovo rito, alcune personalità dell’occultismo europeo di fine ottocento vi si avvicinarono come Theodor Reuss, fondatore dell’Ordo Templi Orientis, e Aleister Crowley. Dopo la morte di Yarker nel 1913 all’interno del Rito si aprì una lotta tra gli ortodossi sostenuti da Crowely e la componente teosofica, guidata da Annie Besant e Charles Leadbeater, che voleva annettere il Rito alla Co-Massoneria (branca scismatica del Rito scozzese che ammette anche le donne e che nel mondo anglosassone si legò al movimento teosofico). I teosofici vennero sconfitti, ma il Rito entrò in una fase calante e ad oggi tutti i tentativi di ravvivarlo hanno raccolto pochi iniziati.
  • Rito di Swedenborg: questo rito prende il nome dal mistico svedese settecentesco Emanuel Swedenborg i cui insegnamento ispirarono l’inglese Samuel Beswick nel creare un nuovo rito intorno al 1859. Il Rito raccolse pochi adepti in quanto le sue cerimonie erano considerate eccessivamente prolisse ed ampollose, ma nel 1876 sempre John Yarker ottenne una patente per aprire una loggia del Rito di Swendenborg in Gran Bretagna (fino ad allora solo in America il Rito aveva avuto una minima fortuna). Yarker nominò Gran Segretario Kenneth Mackenzie che riuscì a raccogliere buoni consensi, anche se il tutto evaporò con la morte di Mackenzie nel 1886. L’importanza di questo Rito fu che tra le sue carte William Wynn Westcott affermò di aver trovato il manoscritto cifrato che sarebbe stato alla base dell’Hermetic Order of the Golden Dawn (Ordine Ermetico dell’Alba Dorata) una delle più importanti società occultiste di fine ottocento.

 

Bibliografia:

  • John Michael Greer, Dizionario enciclopedico dei misteri e dei segreti
  • Enrico Nassi, La Massoneria in Italia

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