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Restorica in nero – Bizarre as Hell: il mistero dei cinque di Yuba County.

La storia che vi racconterò oggi è un autentico enigma, uno di quei casi in grado di lasciarti sveglio la notte a pensare a una possibile soluzione razionale alla irrazionale sequenza di eventi che la caratterizza; se non fosse vera potrebbe tranquillamente essere scambiata per la trama uscita dalla penna di un qualche sceneggiatore di una serie televisiva crime.

Siamo nel febbraio 1978 nella contea di Yuba in California; qui tra le cittadine di Yuba City e Marysville vive un gruppo di cinque amici conosciuti da tutti semplicemente come “The Boys”. Gary Mathias ha venticinque anni ed è stato di stanza in Germania con l’esercito dove ha sviluppato problemi di droga e gli è stata diagnosticata una forma di schizofrenia per la quale è stato congedato, Bill Sterling e Jack Huett hanno rispettivamente ventinove e ventiquattro anni ed entrambi sono affetti da una lieve forma di ritardo mentale, infine Ted Weiher e Jack Madruga di trenta e trentadue anni anche loro veterani nell’esercito e genericamente considerati “lenti”. Tutti loro quindi hanno una qualche forma di patologia mentale, vivono con le loro famiglie e sono grandi appassionati di sport, in particolare basket tanto da giocare tutti nei Gateway Gators, una squadra composta integralmente da atleti con disabilità intellettive.

Proprio la loro squadra il 25 Febbraio deve giocare la prima partita di un torneo organizzato dalla Special Olympics, l’associazione promotrice dei Giochi olimpici speciali, che per premio ha una settimana tutta spesata a Los Angeles. I Boys sono super eccitati per questo incontro, tanto che ognuno di loro ha già pronta la divisa e tutto l’equipaggiamento avendo anche detto ai rispettivi genitori di svegliarli presto, e la sera prima decidono di recarsi nella vicina cittadina di Chico per assistere alla partita tra la UC Davis e la Chico State Wildcats. Ci vanno tutti a bordo della Mercury Montego del 1968 bianco-azzurra di Jack Madruga e, una volta conclusasi la partita con la vittoria degli ospiti, i cinque risalgono a bordo dell’auto e guidano sino dal campo di basket universitario fino a un piccolo market poco fuori Chico per comprare snacks, bibite e alcuni cartoni di latte ; la cassiera li ricorda benissimo perché sono gli ultimi clienti e giungono pochi minuti prima dell’orario di chiusura (le 10:00 di sera). Fatto ciò i Boys risalgono in macchina e scompaiono nel nulla.

Il mattino dopo i loro genitori, rendendosi conto che nessuno di loro è rientrato in casa, avvertono la polizia che inizia subito le ricerche lungo la strada che da Chico porta a Yuba, cioè il percorso che avrebbero dovuto prendere per tornare. Nulla viene trovato fino a quanto, il 28 febbraio, un ranger della Plumas National Forest informa le forze dell’ordine di aver visto la mattina del 25 Febbraio una Mercury Montego del 1968 parcheggiata lungo la Oroville-Quincy Road che passa proprio in mezzo alla foresta. Il ranger spiega che in un primo momento non ci aveva fatto particolarmente caso supponendo si trattasse di turisti, ama dopo aver visto gli avvisi di persona persona scomparsa dei cinque aveva collegato i fatti e fatto la segnalazione. L’auto di Madruga viene così ritrovata (con ancora all’interno i cartoni del latte e il programma della partita), ma la sua posizione non ha senso in quanto è a 110 km da Chico lungo una strada che in nessun modo potrebbe portare né a Yuba né a Marysville… perché mai i Boys avrebbero dovuto fare una deviazione di questo tipo invece di dirigersi subito verso casa, tenuto anche conto che il giorno dopo c’era da disputare quell’incontro tanto atteso? Inoltre la strada su cui si trova il veicolo non è una bella strada asfaltata, ma più che altro un sentierone fangoso ed innevato a 1300 m sul livello della strada, che per altro si dirige verso le montagne, lì dove inizia il piano nivale (cioè l’area coperta da nevi tutta l’anno se non nei mesi estivi); tutte le famiglie dei cinque confermano che nessuno dei ragazzi era frequentatore della zona (solo Sterling una volta si era recato lì col padre a pesca, ma non si era divertito). Una prima ipotesi avanzata fu che l’auto fosse rimasta impantanata nella neve, ed infatti c’erano segni di un tentativo di tirarla fuori spingendo, ma controllando meglio ci si rese conto che la neve intorno al veicolo non era tale da rendere impossibile a cinque ragazzi di liberarla; si pensò allora a un qualche tipo di guasto, ma a verifica il veicolo si avviò al primo tentativo con il serbatoio pieno ancora per un quarto. I genitori di Madruga ci tennero inoltre a precisare che il figlio teneva molto all’auto e né avrebbe permesso a qualcuno che non fosse lui di guidarla, né la avrebbe portata su una strada del genere, con il rischio di sporcarla o danneggiarla, o l’avrebbe abbandonata a quel modo.

Ciò che appariva dunque era che, per ragioni ignote, i cinque ragazzi avevano abbandonato il veicolo, che per altro non presentava segni di incidenti o impatti di qualche tipo, ed evidentemente proseguito a piedi, cosa che rendeva la situazione ancor più inquietante in quanto era pieno inverno e nessuno di loro aveva con sé dell’abbigliamento pesante. Purtroppo le ricerche dovettero essere quasi subito interrotte a causa dello scatenarsi di una tempesta di neve che, neanche con l’uso di gatti delle nevi, permise una ricerca efficacie nei dintorni del luogo del ritrovamento dell’auto.

Intanto però i media avevano iniziato ad interessarsi del caso e la copertura data alla vicenda portò al farsi avanti di alcune persone che avevano visto cose strane la notte della scomparsa dei Boys. la vicenda più incredibile è senza dubbio di sorta quella narrata da Joe Shone. Questi aveva una baita proprio nella Plumas National Forest e la sera tra il 24 e il 25 vi si era recato per vedere se la neve aveva fatto qualche danno; sulla via del ritorno però la sua auto rimane impantanata nella neve e lui, nel tentativo di tirarla fuori, avverte i sintomi di un principio di infarto. Si va dunque a stendere in macchina tenendo il motore acceso per restare al caldo, e mentre si trova lì nota a un certo punto un’auto avvicinarsi con le luci accese e all’interno un gruppo di persone tra cui quella che gli sembra una donna con un bambino; Joe ovviamente chiede aiuto, ma l’auto si ferma, vede i gruppo parlottare e poi spegnere le luci del veicolo. In seguito sempre nella notte, mentre è ancora in macchina, Shone afferma di aver notato delle luci, stavolta di quelle che sembravano cinque torce elettriche, muoversi in lontananza, di nuovo Joe chiede aiuto, ma ancora una volta il suo appello viene ignorato e le luci si spegno d’improvviso. Joe racconterà poi che gli sembra di ricordare anche che a un certo punto, a circa sei metri dietro la sua auto, si sia fermato un pickup, ma afferma anche di non essere certo di questo ricordo in quanto ormai in preda al delirio per il dolore provato. Si fa mattina e l’auto di Joe finisce la benzina spegnendosi, il dolore al petto però si è attenuato abbastanza da permettergli di mettersi in cammino e farsi tredici chilometri sino ad un rifugio, fortunatamente in quel momento abitato, dove viene soccorso e portato in ospedale. Lungo il tragitto tanto Joe quanto il suo soccorritore dichiarano di aver notato parcheggiata la Montego nel punto dove venne ritrovata. Forse Joe Shone si era imbattuto nei cinque in un momento della sua incredibile avventura? La madre di Ted Weiher affermò che mai suo figlio avrebbe ignorato una richiesta di aiuto e che anzi già una volta aveva soccorso un uomo in overdose da valium.

Un’altra testimonianza giunge dalla cassiera di un altro market stavolta situato a Brownsville (48 km dal punto dov’è stata ritrovata l’auto) la quale, dopo aver saputo della ricompensa offerta dalle famiglie per ogni informazione sulla vicenda, il 3 marzo afferma di aver visto, due giorni dopo la scomparsa, i cinque ragazzi fermarsi al negozio a bordo di un pickup rosso; il proprietario dello store confermerà tale dichiarazione. Nello specifico la cassiera affermerà di aver certamente riconosciuto Huett e Sterling entrare in una cabina telefona e fare una telefonata, mentre il proprietario dello store di aver riconosciuto sempre Huett e Weiher entrare e comprare dei burrito, del latte al cioccolato e delle bevande. Sebbene tutte le famiglie affermino che i comportamenti descritti non paiono molto in linea con quelli dei Boys, il fratello di Weiher confermerà che la descrizione fisica fatta dal proprietario è spiccicata a Ted.

É a questo punto che il vice sceriffo di Yuba County Jack Beecham, interrogato dai cronisti sulla viceda, affermerà che “This case is bizarre as hell”. Se però già adesso siete completamente interdetti da quanto fino ad ora raccontato… beh sappiate che non avete ancora sentito niente.

É estate, la neve si scioglie. Il 4 giugno un gruppo di motociclisti sta attraversando la Plumas National Forest e passano vicino a una roulotte che il servizio parchi lascia in zona come punto di appoggio per escursionisti in difficoltà, simo a poco più di trenta chilometri dal punto in cui era stata ritrovata la Montego di Madruga. Il gruppo nota che una delle finestre è rotta e così decide di controllare, non appena aprono la porta vengono investiti dal tanfo della decomposizione; quando la polizia arriverà troverà all’interno della roulotte il corpo di Ted Weiher.

Immediatamente viene lanciata una nuova campagna di ricerca nell’area tra il punto del ritrovamento del veicolo e la roulotte; il giorno dopo ai due lati della strada a 18 km dal punto della Montego vengono trovate i resti (ridotti quasi solo ad ossa e aggrediti dagli animali saprofagi) di Jack Madruga e Bill Sterling. Anche i familiari dei ragazzi si uniscono alle ricerche e, purtroppo, altri due giorni dopo il padre di Jack Huett trova tra la vegetazione a tre km dalla roulotte la spina dorale del figlio, come sarà confermato dalle scarpe e dai pantaloni ritrovati lì vicino. Il giorno dopo un agente rinverrà anche il suo cranio. A quattrocento metri dalla roulotte saranno anche ritrovate tre coperte del servizio parchi oltre a delle torce elettriche, ma sarà impossibile determinare da quanto tempo si trovino lì. Nessuna traccia invece di Gary Mathias.

Per Madruga, Sterling e Huett l’autopsia indicherà come causa della morte ipotermia, ma è con riferimento a Weiher che la vicenda travalica ogni confine di comprensione logica di quanto possa essere accaduto. Ted Weiher è morto infatti per un insieme d’ipotermia e denutrizione; si accerta infatti che ha perso all’incirca 91 kg di peso, i suoi piedi sono parzialmente congelati e quasi in gangrena, soprattutto però la lunghezza della barba permette di affermare che è sopravvissuto certamente almeno tredici settimane dal giorno della scomparsa! Nella roulotte vengono ritrovati i suoi effetti personali, ma non le sue scarpe, nonché un orologio d’oro che però i familiari di Weiher negano essere suo. La cosa assurda è che apparentemente Weiher non ha fatto nulla per cercare di sopravvivere nonostante la roulotte avesse al suo interno tutto ciò che era necessario per farlo: non ha infatti tentato di accendere un fuoco nonostante avesse a disposizione legna per farlo, non ha attaccato la bombola di butano, non ha usato nessuno degli indumenti pesanti presenti all’interno della struttura, ma soprattutto nonostante la roulotte fosse pinea di razioni alimentari (soia sotto forma di cibo in lattina che di cibo disidratato) in numero tale da tenere in vita cinque persone per almeno un anno sono state aperte appena una dozzina di lattine! L’ipotesi che il comportamento di Weiher potesse essere stato conseguenza del suo ritardo mentale venne smentita dai familiari che le condizioni del figlio non erano tali da spingerlo a una condotta contraria ad ogni senso di autoconservazione, ed inoltre non si comprende la logica di spaccare una finestra per entrare nella roulotte per poi però farsi scrupoli nell’usare ciò che vi era all’interno. Inoltre poiché all’interno della roulotte vennero trovate anche le scarpe di Gary Mathias si ipotizzò che anche lui, e forse Huett dato che era stato usato un apriscatole ad uso militare, potessero aver utilizzato la struttura per un certo periodo.

Dunque che cosa può essere avvenuto ai Boys per condurli a una fine del genere? Qualcuno ipotizzò che fossero diretti a Forbestown, dove effettivamente Mathias aveva amici, e che si siano persi; ma è una ricostruzione che presenta troppi buchi logici per stare in piedi. Forbestown si trova infatti a un’ora da Chico il che vuol dire che i cinque sarebbero giunti alle undici di sera, un orario insolito per una visita tenuto anche conto che il giorno dopo i ragazzi avevano la famosa partita, inoltre perché abbandonare l’auto e perché invece di scendere a valle continuare salire su un sentiero sconosciuto? I genitori dei ragazzi sono tutti convinti che deve essere successo qualcosa subito dopo la sosta al minimarket delle 22:00 che ha spinto i loro ragazzi a ritenere che la cosa migliore da fare fosse prendere una strada che li portava lontano da casa, abbandonare l’auto e arrischiarsi in mezzo alla neve. La madre di Madruga dichiarò che “Sono sicura che non sia andato lassù da solo. É stato ingannato o minacciato.”, mentre la cognata di Weiher ipotizzò che i ragazzi avessero visto qualcosa che non dovevano vedere e che per questo sono stati inseguiti da qualcuno che li spaventava tanto da spingerli a preferirsi di continuare ad avanzare nella neve piuttosto che tornare indietro.

C’è chi ha anche ipotizzato che Mathias, l’unico di cui non si sono più avute notizie, possa aver avuto una crisi dovuta alla sua schizofrenia che è stata all’origine della tragedia, ma è stato fatto osservare che il ragazzo prendeva regolarmente i suoi farmaci, non aveva mai avuto episodi violenti e all’ospedale dov’era in cura erano molto soddisfatti del decorso che stava avendo la sua malattia, inoltre è difficile credere che Mathias possa essersi dato alla macchia come se nulla fosse in quanto, proprio a causa della sua malattia, la prolungata mancata assunzione dei suoi farmaci avrebbe certamente determinato delle conseguenze che lo avrebbero fatto notare.

La verità è che tutto ciò che è accaduto dopo che i Boys lasciarono il mini-market è un grande mistero. Sono una serie di enigmi che si accatastano l’uno sopra l’altro; è davvero difficile avanzare una qualsiasi ipotesi che riesca a spiegare in maniera coerente la sequenza di eventi che ha condotto a questa tragedia. Si è trattato di una serie di circostanze sfortunate con un esito tragico? Oppure c’è stato dolo da parte di qualcuno che in qualche modo è responsabile di quattro morti accertate? Cosa avvenne in quella notte di febbraio del 1978 che spinse i Boys a prendere una strada completamente diversa da quella che li avrebbe ricondotti alla sicurezza delle loro case? Una domanda che tragicamente difficilmente avrà mai una risposta.

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